LINEE GUIDA PER IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

 

Il Sindaco Mario Dompè
Oggi l'Amministrazione che guido si trova ad affrontare un passaggio importante per quanto concerne il futuro prossimo della Città. Siamo impegnati a definire il Piano di Governo del Territorio, uno strumento cha la legge regionale n°12 del 2005 ci chiede di approvare, in sostituzione del Piano regolatore vigente. E' un impegno che ci assumiamo, nella consapevolezza che il lavoro da compiere non è semplice, non si tratta di disegnare su un foglio bianco; la città non è una struttura meccanica: è formata da edifici, da spazi liberi, ma soprattutto da persone che hanno desideri e bisogni. Ed è da qui che voglio partire, chiarendo come riteniamo necessario operare in futuro. All'avvio dell'impegno amministrativo, nel maggio 2007, si era dichiarata la volontà di segnare la discontinuità rispetto a un lungo periodo in cui la politica urbanistica è consistita nel realizzare grandi trasformazioni urbane per parti, in una certa misura legate alla consistenza della proprietà fondiaria, ma, nella percezione dei cittadini, la realizzazione delle trasformazioni è apparsa slegata e non fondata all’interno di un progetto organico. Ora si tratta di andare oltre l’evidenziazione delle criticità che hanno condizionato la crescita della città, la quale, di fatto, risulta come un’aggregazione di parti e in cui si è persa la memoria dei nuclei originari e delle trasformazioni che nel tempo si sono susseguite facendoci sperimentare, piuttosto, il disagio della perdita di identità che consegue a un’altra perdita, quella dell'immagine dei luoghi. L'impegno va diretto a superare questi disagi, a sopperire alla carenza della dimensione simbolica che, anche in un passato non troppo lontano, ha caratterizzato i grandi progetti, che, al contrario devono costituire un elemento immaginario forte di identificazione, creare uno spazio collettivo riconosciuto. Nella nostra prospettiva luoghi come una piazza, una biblioteca, un grande edificio pubblico come il municipio o quelli caratterizzati dallo svolgimento di attività commerciali, devono porsi in modo univoco, preciso, non possono essere formalmente deboli, ma piuttosto devono essere edifici riconoscibili. Allora bisogna immaginare un luogo centrale, un punto focale per tutta la città, che sia il cuore e il riferimento di tutti i quartieri, che sia riconosciuto da tutti i cittadini, simbolo insieme di funzioni e spazi della quotidianità. Un altro aspetto, per noi particolarmente importante, sul quale abbiamo iniziato a lavorare intensamente, è la riattivazione dei rapporti personali e della vita sociale nello spazio pubblico urbano. Il percorso partecipato nei quartieri ne ha colto e sottolineato l'importanza. Da qui si può ripartire: dall'attivazione di iniziative e consuetudini dei cittadini nell'uso degli spazi collettivi, superando, per quanto possibile, anche la dimensione del quartiere. Con l'aiuto dei commercianti e delle associazioni abbiamo proposto feste, mercati e aperture serali di negozi in tutti i luoghi urbani, per abituare i cittadini a spostarsi, a conoscere la propria città, a uscire di casa e anche dai propri quartieri. L'attenzione deve essere spostata dalla trasformazione meramente urbanistica alla vita urbana, perché le comunità non si isolino, ma si incrocino e ciascuno si senta veramente cittadino di tutta la città. In questo senso le Linee guida, che qui presentiamo, sono un momento importante nel processo di formazione del PGT perché, oltre a fornire ‐ nella prima parte ‐ informazioni sintetiche di ordine generale su contenuti, articolazione e procedure del nuovo strumento previsto dalla legge regionale, hanno lo scopo di evidenziare ‐ nella seconda parte ‐ i principali indirizzi che si intendono seguire nel procedere all'elaborazione del piano. Si parte, quindi, con un richiamo della storia più recente delle vicende urbanistiche di San Donato Milanese, del grado di attuazione del PRG vigente e dei programmi in corso, segue il quadro di riferimento dei piani e programmi di scala sovra locale con i quali porsi in coerenza, riconoscendo che non tutto viene definito a livello comunale e con la consapevolezza che la nostra città si trova a dialogare con un contesto metropolitano complesso. Seguono poi i temi del piano che, letti attraverso l'articolazione per i sistemi (ambientale, insediativo e dei servizi, socio‐economico e infrastrutturale), vanno considerati in modo integrato. Infine sono evidenziate le opportunità che si intendono cogliere per il buon governo della città attraverso l'utilizzo degli strumenti che la legge mette a disposizione. Questo documento vuole quindi delineare con trasparenza sia il percorso che si intende seguire nell'elaborare questo complesso strumento tecnico, sia i suoi principali contenuti. Siamo certi che utili contributi verranno da tutte le componenti delle società e che questi contributi consentiranno di dare forma ad un piano della città di San Donato Milanese che potrà ottenere la più vasta e convinta condivisione da parte dei cittadini.

 

Il Sindaco

Mario Dompè

 

 

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Linee guida per il Piano di Governo del Territorio [versione luglio 2009]

 

 

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